Pneumatici ricostruiti: sono sicuri? Come riconoscerli

I pneumatici ricostruiti sono davvero sicuri? Gestire un’automobile è molto costoso ed il prezzo della manutenzione può assorbire una parte significativa dei vostri fondi. Un ruolo importante nella gestione di un’auto è certamente occupato dai pneumatici che possono essere anche molto costosi. Se si cerca un modo per risparmiare, i pneumatici ricostruiti sono la migliore scelta più sicura e costano molto meno di quelli nuovi. Inoltre, il processo di ricostruzione dei pneumatici è eco-friendly, rispetta l’ambiente ed evita di “scaricare” i vecchi pneumatici nelle discariche.

vantaggi e svantaggi pneumatici ricostruiti

Pneumatici ricostruiti: Il processo di rigenerazione

Il processo di ricostruzione dei pneumatici si concretizza con la sostituzione del battistrada dei pneumatici usati. Si inizia sempre con una valutazione dello pneumatico per assicurarsi che sia in condizioni utilizzabili. Le gomme senza battistrada o corde non sono utilizzabili, mentre quelli con involucri di qualità in buone condizioni possono subire più volte il processo di ricostruzione. Il primo tipo di polimerizzazione consiste nell’apposizione di una gomma grezza sull’involucro, quindi, uno stampo imprime un nuovo battistrada su di esso. Il secondo tipo di polimerizzazione va ancora un paio di passi avanti, include anche l’applicazione dello pneumatico ricostruito sui fianchi. Inoltre, vengono forniti nuovi timbri e marchi.

Svantaggi degli pneumatici ricostruiti

Lo pneumatico ricostruito ha i suoi punti positivi e negativi. Tuttavia, alcuni “contro” sono ormai superati. Ad esempio, molte persone credono che i residui di gomma sulle autostrade provengano tutti da pneumatici ricostruiti, ciò ha sollevato la cattiva reputazione di essere pericolosi. La verità è che circa il 68 % di quei detriti di pneumatici sono in realtà di pneumatici nuovi, non ricostruiti.

Molti conducenti possono ritenere che gli pneumatici ricostruiti siano meno stabili alle alte velocità e abbiano prestazioni scarse. Questi argomenti potrebbero essere stati veri in passato, ma non lo sono più oggi. Le odierne procedure di ricostruzione degli pneumatici producono pneumatici che possono andare lontano, se i conducenti mantengono un adeguato gonfiaggio e tengono d’occhio il battistrada mentre si logora. Quindi, si può asserire che i pneumatici ricostruiti sono completamente sicuri.

Un argomento contro la ricostruzione di pneumatici che può parzialmente reggere è che gli pneumatici rigenerati sono di qualità inferiore. Tuttavia, dipende da chi ha eseguito la ricostruzione. Basta una piccola ricerca per trovare un’azienda stimabile che fa un lavoro di qualità per ricostruire le gomme.

Vantaggi degli pneumatici ricostruiti

Uno dei motivi principali per l’utilizzo di pneumatici ricostruiti è che riducono in modo significativo il costo per chilometro delle gomme. Innanzitutto, lo pneumatico ricostruito costa molto meno rispetto al nuovo.

In secondo luogo, è possibile ricostruire una gomma più volte, estendendo la sua vita a quasi 600.000 Km. Tali caratteristiche combinate tra loro possono ridurre il costo di uno pneumatico fino a due terzi.

Poi c’è l’aspetto ecologico da non sottovalutare: la rigenerazione degli pneumatici li mantiene fuori dalle discariche più a lungo. Ciò significa meno sostanze chimiche che filtrano nell’ambiente e meno spazio occupato dalla decomposizione della gomma.

Inoltre, lo pneumatico ricostruito utilizza meno olio rispetto alla produzione di nuovi pneumatici, solo 7 litri contro i 22 richiesti: ciò si traduce nella conservazione di 45 litri di olio ricostruendo una gomma tre volte.

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Come riconoscere le gomme ricostruite

Per riconoscere gli pneumatici ricostruiti è sufficiente guardare i codici stampati sulla spalla del copertone. Infatti, a differenze delle gomme nuove, su quelle ricostruite c’è impressa la dicitura “180 R” per i veicoli, mentre per i mezzi pesanti o veicoli commerciali è presente la sigla “109 R”.

Oltre alla sigla del Regolamento ECE ONU 108 o 109, deve essere presente un cerchio con all’interno una lettera “E” accompagnata da un numero, questo indica il paese in cui la gomma è stata ricostruita, il codice di uno pneumatico ricostruito in Italia è E2.

E’ obbligatorio che sia presente un codice di 6 cifre identificativi del produttore, la dicitura “Ricostruito” o “Retread” e la settimana e l’anno in cui la gomma è stata ricostruita, oltre al marchio della fabbrica che ha rigenerato la gomma.

Esempio di marchio per pneumatici ricostruiti 109 R:

Regolamento ECE ONU 108 pneumatici ricostruiti

Multe salate per i furbetti

La legge 120 del 29 luglio 2010 “Disposizioni in materia di sicurezza stradale” ha introdotto importanti modifiche al Codice della Strada anche in merito ai pneumatici.
Per quanto riguarda l’omologazione è prevista una sanzione da 155 a 624 euro per coloro che importano, producono per la commercializzazione sul territorio nazionale o commercializzano sistemi, componenti ed entità tecniche senza la prescritta omologazione o approvazione.
Queste violazioni se riferite a pneumatici, sistemi frenanti, dispositivi di ritenuta e cinture di sicurezza sono punite con una sanzione da 779 a 3.119 euro.
Tutti questi componenti non a norma sono soggetti a sequestro e confisca anche se installati sul veicolo. Queste disposizioni valgono per tutti i pneumatici la cui omologazione è obbligatoria, sia nuovi sia ricostruiti.

Approfondimento:

Qui puoi scaricare il Regolamento Europeo per i Pneumatici Ricostruiti

Autore dell'articolo: Redazione

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